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- Articoli sul Costruttivismo
Il costruttivismo e le sue radici
di Ernst von Glasersfeld
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Semplificando il nesso fra cibernetica e costruttivismo, direi - e taluni lo giudicheranno una
distorsione - che la prima appoggia il secondo; soprattutto perché fornisce un modello in
grado di chiarire un punto fondamentale: se un'organismo autoregolante possiede
strutture concettuali, queste strutture non possono provenire che dalle distinzioni fatte
dall'organismo stesso nella sua propria esperienza (cioè da materiale "interno") e dal
modo specifico con cui l'organismo opera nel distinguere e nel collegare le distinzioni fatte.
Questo punto e fondamentale perché rivoluziona la nozione tradizionale sia della
conoscenza che della comunicazione.
Il Ramo Psicologico
Nel 1936 Piaget pubblicò "La construction du réel chez l'enfant" (5) (La costruzione della
realtà nel bambino). A prima vista, malgrado il titolo inquietante e qualche frase polemica
nell'introduzione, il testo potrebbe sembrare nient'altro che una cronaca dello sviluppo
concettuale dei figli di Piaget durante i primi due anni della loro vita. Pertanto non stupisce
che filosofi professionisti e altri interessati all'epistemologia degli adulti abbiano relegato
quest'opera nella psicologia infantile. L'opera invece non solo è complessa ma anche
profonda; tanto che ancor'oggi costituisce una pietra angolare del costruttivismo.
La complessità del testo deriva dal fatto che Piaget presenta un modello di costruzione di
più di un concetto — 'oggetto', 'spazio', 'causalità' e 'tempo' — e poi suggerisce come i
quattro elementi vengano integrati per formare lo sfondo dell'esperienza, cioè il mondo
esterno. Dato che si tratta di un modello composito, l’autore deve per forza spiegare la
costruzione delle parti l'una dopo l'altra, benché nel bambino la loro generazione sia
simultanea. Cosí è il lettore a dover fare lo sforzo di considerare il giuoco delle interazioni
che si realizza fino al termine del processo costruttivo verso l'età di due anni.