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Il costruttivismo e le sue radici

di Ernst von Glasersfeld

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Uno sforzo notevole e, visti i giudizi inappropriati che si ascoltano da più parti, ho l'impressione che pochi lettori l'abbiano portato a termine. Pur avendo scritto questo libro molto prima dell’affermarsi della cibernetica, Piaget si rese conto in retrospettiva che la costruzione inerente il suo modello di sviluppo concettuale era un modello cibernetico. Se ne rese conto, però, a partire dal suo orientamento biologico. A partire dalle sue prime ricerche, vide l'intelletto come uno strumento della funzione di adattamento e i prodotti della mente, cioè la conoscenza, come costruzione adatta all'ambiente percepito dall'organismo (6) e non come rappresentazioni di un mondo esterno. Del resto è stato lui a introdurre il termine "costruttivismo" come descrittivo della sua "Epistemologia Genetica". Il Ramo Operazionista La terza via che, almeno a mio parere, conduce ad una teoria della conoscenza dello stesso genere, fu iniziata da Silvio Ceccato negli anni quaranta. Insodisfatto di molte ed estese letture di filosofia e linguistica, decise che bisognava liberarsi della tradizione epistemologica e seguire una strada nuova per evitare la trappola del "conoscitivismo". Il primo passo gli fu suggerito dal programma iniziato da Percy Bridgman, fondato sull'idea di definire ogni concetto elencando, a mò di ricetta, le operazioni necessarie per la costituzione del concetto stesso (7). Questo approccio è simbolizzato nel nome che Ceccato diede al gruppo di amici collaboratori con cui per più di una ventina di anni discusse le sue idee: La Scuola Operativa Italiana. Ebbi la fortuna e il privilegio di contatti informali, ma abbastanza regolari, con Ceccato e il suo gruppo dal 1947 al 1962.