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Psicoterapia cognitiva sistemico-processuale e ciclo di vita individuale

di Vittorio Guidano
si ringrazia il dott. G. Cutolo per la concessione del materiale

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C'erano le famose "catenelle” fatte di convinzione, rappresentazione interna, dialogo interno, emozione e comportamento. Il principio base di tutto questo era che la convinzione fosse l'elemento gerarchico superiore; tutte le problematiche in cui ci imbattiamo sono problematiche che si manifestano poi sotto forma di disturbi emotivi. Il problema di ogni terapia è sempre stato come modificare l'emozione disturbante che la persona manifesta. In questa ottica cognitiva tradizionale, il problema era: se si modifica la convinzione irrazionale, distorta, automaticamente si modificherà l'emozione, l'atteggiamento e il comportamento corrispondente. In uno slogan si poteva dire: "come tu pensi, così tu senti, se cambi il modo di pensare, cambi anche il modo di sentire". Questa metafora dello scienziato si è poi ancor più formalizzata nella metafora della "mente come computer": siamo negli anni della teoria dell'elaborazione, dell'informazione, che ha avuto proprio nel cognitivismo una grossa applicazione. Ma fermiamoci un attimo a questo aspetto della metafora mente-computer, possiamo cogliere bene il punto di passaggio che poi darà luogo al cognitivismo post-empirista. Se prendiamo infatti per buona questa metafora e diciamo che la mente funziona come un computer risulta immediato che la mente funziona secondo un programma, un ordinamento che sta fuori di lei, ed è quanto succede ad un computer. Un computer funziona in base ad un programma preciso ma questo programma, che vi fa fare le operazioni che voi volete, alla velocità che voi volete, dipende da un ordine logico matematico che è fuori del computer. E' grazie a questo ordine logico matematico che si possono costruire un'infinità di programmi con cui poi il vostro computer funzionerà. E' questo il punto base per cui, dalla fine degli anni '70, si è cominciato a rivedere profondamente tutto; il problema non era più soltanto quello di ampliare un paradigma, di inserire ulteriori elementi e di renderlo più complesso ed articolato. Il problema era essenzialmente cambiare l'orientamento epistemologico, le domande di fondo "che cos'è il mondo", "cos'è la realtà", cos’è il nostro essere individui in questa realtà": forse erano quelli gli elementi base che andavano visti sotto un'altra impostazione. Nell'impostazione empirista classica, come si desume dalla metafora del computer, il tema di fondo è questo: esiste un ordine esterno univoco ed uguale per tutti, in cui è già contenuto in qualche modo il senso delle cose; tutta la conoscenza è semplicemente una riproduzione, una rappresentazione che corrisponde ad una riproduzione più o meno esatta, di quest'ordine.